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LO STRESS: IL NOSTRO AMICO/NEMICO

Mani che tremano, sudori freddi, vuoti di memoria: questi sono alcuni dei sintomi con i quali si manifesta lo stress per un “esame” sia esso un’ interrogazione in ambito scolastico o lavorativo, o relativo al conseguimento della patente di guida, ad una gara sportiva o al “primo appuntamento”….
È meglio chiarire subito, per evitare malintesi, che lo stress non è una “malattia” e che non è nient’altro che una reazione, ad una situazione esterna, insita in tutti gli esseri viventi per via dell’istinto di sopravvivenza.
Lo stress può essere positivo perchè ci stimola, ci spinge a dare il meglio di noi stessi ma ha anche le sue connotazioni negative che si fanno sentire con disturbi al sistema simpatico e parasimpatico del nostro corpo che, se si lasciano “sedimentare”, con il tempo possono essere molto dannosi.
Ma allora che fare per evitare di farsi”imprigionare” dallo stress?
Facciamo un esempio: se tenete in mano un bicchiere d’acqua per due o tre minuti, non vi succede niente. Se lo tenete per un’ora iniziate a sentire la stanchezza, dopo tre o quattro ore cominciate ad avere forti dolori al braccio e se persistete allora rischiate di finire all’ospedale.
Che fare allora per evitare di finire all’ospedale? Non è difficile, basta posare il bicchiere ogni tanto, rilassare il braccio e poi riprendere la posizione iniziale.
Lo stesso vale per lo stress: dobbiamo imporci. come facciamo quando dobbiamo prendere regolarmente una medicina “salvavita” prescritta dal nostro medico. Di fare delle pause, di rilassarci, di dare spazio alla nostra mente, al nostro corpo.
Come? I metodi sono tanti: dallo yoga, alla meditazione, agli esercizi di respirazione, all’esercizio fisico o anche solo semplicemente impegnadoci in una attività che ci provochi piacere e non ci provochi stress negativo.
Qualcuno potrebbe chiedere: “…come si fa se faccio parte di un sistema che non ci lascia neanche il tempo di respirare…?”
Questo sistema “stressante” esiste, è vero, lo abbiamo creato noi e siamo noi che continuiamo ad alimentarlo. E se iniziassimo a pensare, per il nostro bene, di farlo rallentare? (cfr l’articolo “Rallentare il ritmo di vita” del 20/05/2012), di non lasciarci più imbrigliare.
Non è impossibile.
E se domani lo stress accumulato (il bicchiere tenuto in mano per tutta una giornata) ci obbligasse a fermarci e cambiare ritmo? Lo faremmo, modificando il nostro ritmo di vita.
E allora perchè non anticipare ponendoci delle “sane” domande relative a quello che vogliamo veramente (dove vogliamo arrivare), i valori che vogliamo soddisfare nella nostra vita per poi agire di conseguenza?
Se abbiamo il coraggio di fare quest’analisi im maniera sincera, sono convinto che tutti noi posiamo trovare, senza stress, un’ora al giorno per “posare il bicchiere”.

Gianluca Maria Regis

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Coach

Discussione

Un pensiero su “LO STRESS: IL NOSTRO AMICO/NEMICO

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    Pubblicato da ispa-conference.org | luglio 29, 2013, 10:20 am

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