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LA RUOTA DELLA VITA

Un mio cliente nonchè, soprattutto, carissimo amico, ha sintetizzato la sua situazione nella maniera seguente (riporto integralmente quanto mi ha scritto dopo avergliene, ovviamente, chiesto l’autorizzazione):

“… mi sono sempre reinventato e sono andato alla scoperta di nuovi lidi. Ora non soffia più vento creativo nelle vene per cui la barca è galleggiante nella rada, non nel porto. Lì infatti sarebbe protetta e la mia non lo è…”

Queste tre righe rappresentano magistralmente la situazione.
Quanti altri si trovano, soprattutto in questi momenti difficili, in una situazione analoga?
Tanti e di questi tanti  troppi rimangono sulla barca ad aspettare e “sperare” anziché prendere in mano la propria vita in modo determinato.
Non è certo questa la sede per rispondere al mio cliente ma tenuto conto che la situazione descritta può interessare molte altre persone, colgo l’occasione, prendendo a prestito il modello di Frédéric Hudson (Columbia University), per offrire ciò che si intende per transizione di vita, situazione che quanto descritto dal mio amico traduce perfettamente in immagini.
Per chiarezza, ricordo che secondo Hudson noi passiamo attraverso delle fasi della nostra vita che potrebbero essere paragonate alle stagioni:.
L’estate è sinonimo di gioia, di spensieratezza, fase della vita in cui tutto va bene e che sembra non finire mai.
Ad un certo momento però inizia subentra l’autunno: non abbiamo più la stessa motivazione, ci annoiamo e ci chiediamo sul da farsi.
A questo punto si presenta un’alternativa fra due possibili scelte.
Con la prima opzione sceglieremo un “percorso breve” che ci riporti immediatamente in estate, con un nuovo progetto che mi dia entusiasmo e motivazione.
La seconda scelta ci farà imboccare una via che prevede “l’ingresso nell’inverno” per poterci ricentrare su noi stessi, per capirci, maturare un po^di più dando un nuovo senso alla nostra vita.
Con un nuovo spirito e la voglia rinnovata di seguire una nuova strada entreremo in primavera che sarà sinonimo di preparazione concreta di quei nuovi progetti che ci condurranno ad una nuova estate.

Ed ecco l’esempio “leggero” ma, a mio giudizio, utile per capire

1)      Sono innamorato, lei è molto bella e siamo sulla stessa lunghezza d’onda. La chiamo cinque volte al giorno, tutto è magnifico.
Motivazione ++ (estate)

2)      Man mano che passa il tempo mi accorgo chela mia compagna  non sa cucinare, che non ha tanta voglia di lavorare, che non condividiamo molti valori…
Motivazione +- (autunno)

3)      Non ci parliamo quasi più, lei guarda la televisione e io passo il tempo al computer. Prendo atto che questa unione non può più funzionare, e cerco di capire che cosa veramente voglio.
Motivazione – – (inverno)

4)      Bisogna che dimagrisca, che riprenda a fare dello sport, a uscire di nuovo con gli amici e che mi trovi un’altra compagna magari anche meno bella…
Motivazione -+ (primavera)

Ovviamente l’esempio può essere adattato alla prima esperienza di lavoro o ad altre esperienze…

Il coaching può intervenire in ciascuna delle differenti fasi per aiutare una persona ad affrontare il cambiamento o la transizione.

Gianluca Maria Regis

 

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Informazioni su gianlucamariaregis

Coach

Discussione

3 pensieri su “LA RUOTA DELLA VITA

  1. ma il vento da quale parte arriva ? il tuo amico rischia di schiantarsi sugli scogli per una mareggiata o di essere portato al largo ?

    Pubblicato da pier | settembre 13, 2012, 6:53 am
    • Buongiorno Pier,
      è proprio qui il punto ed è per questo che deve sfruttare anche il minimo refolo di vento o corrente (ce n’è sempre) per mettersi nella direzione che VUOLE.
      Può entrare in porto se non se la sente ancora di prendfere il largo (passaggio in inverno) oppure fare la transizione “diretta” verso una nuova estate.

      Pubblicato da Gianluca | settembre 13, 2012, 8:25 am
  2. Buongiorno Angelo,
    La ringrazio per la sua domanda che ha voluto pormi direttamente tramite la mia mail: “Come fa il suo cliente ad essere sicuro di poter raggiungere un porto oppure prendere il largo? È solo una questione di “refoli di vento” o ci vuole altro? Ad esempio farsi trainare…? Andare a nuoto fino al porto più vicino…?”
    Se non le spiace, le rispondo tramite il Blog.
    La prima cosa da fare è verificare che la barca sia in ordine (vele, albero, timone, cordame, sistemi di comunicazione…).
    Se tutto è a posto e la persona se la sente di affrontare un eventuale colpo di vento improvviso, mare agitato…allora basterà ottimizzare la tensione e il posizionamento delle vele e del timone per sfruttare i famosi “refoli di vento” e partire verso il largo.
    Se invece ci sono dei problemi, anche se minimi, la barca richiede un po’ di manutenzione e la persona non è al massimo della forma psyco-fisica, allora conviene, al più presto, andare nel porto più vicino, fermarsi e fare tutto quanto è necessario per essere pronti a salpare nuovamente.
    Per raggiungere il porto potrebbe, se la radio di bordo funziona, chiamare un rimorchiatore ma quale molto più grande soddisfazione avrebbe se lo raggiungesse con le sue forze, la sua volontà e dando fiducia a se stesso!! magari restando in comunicazione con quanluno che lo sorregga e gli infonda coraggio nei momenti più difficili…

    Pubblicato da Gianluca | settembre 13, 2012, 2:20 pm

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