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OSIAMO ESSERE FELICI

Che cosa è veramente importante per essere felici ?
Una risposta a questa domanda può essere fornita dai recenti studi che, riprendendo la piramide dei bisogni di Maslow, la “completano” alla luce dell’evoluzione che i nostri bisogni hanno conosciuto dagli anni cinquanta fino ai giorni nostri.
Il bisogno di essere amati è il primo punto che emerge da questa rivisitazione.
È una necessità e un fondamento della nostra identità: l’amore che un’altra persona ha per noi sembra giustificare la nostra esistenza.
Il secondo pilastro, non meno importante, è il bisogno di sentirsi liberi. Libertà intesa come coerenza con la propria natura, libertà dai condizionamenti e dalle credenze che ci ostacolano. La conquista di questa liberta interiore è il lavoro di tutta una vita.
Il bisogno di creare legami con il nostro prossimo costituisce il terzo livello.
Abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri; checchè se ne possa pensare, molti sondaggi hanno dimostrato che questa necessità è sempre più sentita nonostante che, molto spesso, nella realtà di tutti i giorni prevalgano ancora atteggiamenti di egoismo e di forte individualismo.
Al livello successivo si pone il bisogno di “farci piacere”.
I “piccoli piaceri” sono un toccasana contro lo stress, ci rendono di buon umore e più forti verso le avversità. Purtroppo non abbiamo tutti la capacità di apprezzare anche le cose più semplici e piacevoli però, fortunatamente, lo si può sempre imparare strada facendo.
Al culmine della piramide, troviamo infine la necessità di avere un ideale.
Gli ideali o i valori che portiamo dentro di noi ci guidano nel nostro cammino e, fra questi, alcuni sono veri “fari” che illuminano la nostra strada.
Non importa se il nostro ideale rimane una “meta irrangiungibile”, quello che è essenziale è che rimanga per noi il riferimento costante verso il quale tendiamo.
L’autorealizzazione, livello supremo della piramide dei bisogni di Maslow, è in effetti il perseguimento dei nostri ideali che ha valore non come obiettivo da raggiungere necessariamente in un tempo determinato ma come processo continuo da mettere in atto.

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Discussione

5 pensieri su “OSIAMO ESSERE FELICI

  1. Basterebbe non smettere di sognare …. I nostri sogni sono al disopra di tutto e di tutti e nessuno ce li può rubare.
    Elena
    Cordiali Saluti/Best Regards
    Elena Canaparo Architetto
    ***************************************
    ecplus associated architects
    http://www.ecplus.it/

    Pubblicato da elena canaparo | novembre 13, 2012, 2:30 pm
  2. Basterebbe non smettere di sognare …. I nostri sogni sono al disopra di tutto e di tutti e nessuno ce li può rubare.

    Elena

    Pubblicato da elena | novembre 13, 2012, 2:31 pm
    • I sogni sono nostri e solo nostri, sono lo specchio della nostra anima
      Martin Luther King diiceva che “Nessuno ha il diritto di far piovere sui nostri sogni”….
      Io aggiungo: anche noi stessi non abbiamo il diritto di far piovere sui nostri sogni, abbiamo solo il “dovere” di far di tutto affinché divengano realtà!

      Pubblicato da Gianluca | novembre 18, 2012, 4:18 pm
  3. Sarebbe interessante analizzare le “contraddizioni” della piramide completata e vedere come il mondo nel quale viviamo oggi sembra poco compatibile con quest’ideale. Mi spiego: a parer mio, l’analisi della mente umana, dei nostri bisogni, della nostra natura sta perdendo tutto il suo senso dal momento in cui la gente giustifica le proprie azioni in questo modo; a volte, invece di fare tanta analisi bisognerebbe semplicemente “cut the bulls**t and just BE” . Sono d’accordo che gli elementi contenuti nella piramide sono veri e sicuramente necessari alla felicità, ma perché fare una piramide? A parte il fatto che la piramide presuppone una gerarchia che secondo me non esiste (o che comunque è troppo diversa da una persona all’altra per essere generalizzata) soprattutto perché c’è gente senza ideale che vive benissimo e gente che arriva al top senza mai sentirsi autorealizzata. Per riprende i tre livelli “essere amati”, “essere liberi” e “creare dei legami”, vorrei semplicemente far notare quanto sia difficile combinarli. Se essere liberi significa “coerenza con la propria natura, libertà dai condizionamenti e dalle credenze che ci ostacolano”, ma che viviamo in un mondo conformista (e sappiamo tutti qual’é l’attuale modello prevalente), come si fa ad essere liberi e creare legami con altre persone “conformi” (anche se fanno finta ma che si conformano appunto perché vorrebbero autorealizzarsi) ed essere quindi amati. Noi tutti penso sappiamo quanto possa essere doloroso essere “diversi” e non parlo solo dell’aspetto fisico, e quanto si possa appunto essere infelici a causa di questa diversità. Non sono in così poche righe che posso sviluppare il mio pensiero, ma so che tu, almeno, saprai leggere tra le righe. Quel che intendo è che forse, la vera felicità è nell’accettarsi, accettare che siamo tutti diversi, ciò che non significa essere più deboli perché troppo spesso quando pensiamo diversi pensiamo deboli. Ogni volta penso a quel video che mi avevi mandato di Brené Brown sulla vulnerabilità e di quanto sia importante di semplicemente “embrace it” ed accettarla. Personalmente ho provato, e dopo anni passati a credere di non essere mai “enough”, di lottare contro me stessa per essere qualcuno che non sono e che non sarò mai ho semplicemente accettato di essere come sono. E dal quel momento in poi tutto diventa più facile, i legami diventano più facili, essere amati o non amati (perché anche quello capita ed è normale) diventa più facile e sentirsi “accettato” prende tutto un altro senso. E sei libero, proprio perché ti accetti, e se ti accetti non puoi essere nessun’ altro che te stesso.

    Pubblicato da Veronica | novembre 15, 2012, 3:15 pm
    • Il raggiungimento della consapevolezza di se stessi è il punto forse più importante per incamminarsi verso la felicità.
      Essere consapevoli di chi siamo e accettarci per quello che siamo, essere coscienti dei nostri punti forti, e dei valori nei quali crediamo e agire in coerenza per poterli soddisfare; questo è quello che tu chiami ” just be”.
      Quanto ho scritto sulla piramide di Maslow non è niente altro che un processo naturale perlopiù inconscio che ogni essere umano mette in atto.
      Sono ben d’accordo che non tutti danno la stessa importanza ai vari livello e meno male!!! se no saremmo un mondo di automi senza cervello…
      E qui sta la “diversità” che è la cosa più bella che abbiamo…: ognuno di noi è UNICO
      Perchè mai diversità deve andare a braccetto con debolezza? non esiste!
      Io mi sento debole di fronte ad un’altra persona solo se non ho fiducia e/o stima in me stesso ma se io mi accetto, mi voglio bene, mi stimo, ho fiducia in me e so cosa voglio….come faccio a sentirmi inferiore rispetto ad un altro?
      Non ti voglio tediare oltre e termino facendo un breve cenno all’ultimo livello della piramide che è l’autorealizzazione.
      L’autorealizzazione non è un obiettivo che si può raggiungere è un fine, uno scopo che dai alla tua vita basato sui valori in cui credi veramente.
      È nel processo di autorealizzazione che ti avvicini sempre più alla felicità.

      Pubblicato da Gianluca | novembre 18, 2012, 4:09 pm

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GIANLUCA MARIA REGIS

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